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Indice

La terra delle strade antiche
L'olivo quercetano
La capanna apuana e friniate
Marginette e maesta' nella Versilia settentrionale
I racconti della natura
Il miccio canterino
San Giovanni Battista in Campanice
La valle di marmo
Saltus Marcius
La lingua dimenticata
La fondazione di Luca e Luna
Deportazione
Leon D'oro sessant'anni di ardore
Il popolo delle montagne splendenti I.La guerra- l'iniziazione




La terra delle strade antiche: la centuriazione romana nella piana apuo-versiliese.
Mauro Baroni Editore (collana Documentaria n. 5), 400 pagine, Viareggio gennaio 1995. Il libro è corredato con 175 illustrazioni e 883 note bibliografiche, con una bibliografia finale comprensiva di 222 testi. Nel 177 a.C., successivamente alla deportazione dei Liguri Apuani nel Sannio, venne dedotta la colonia di diritto romano di Luna (Luni), dove ciascuno dei 2.000 coloni ricevette appezzamenti di 51,50 iugeri. Solo in epoca augustea pero', in seguito a una successiva assegnazione a veterani dell'esercito di Augusto, fu possibile suddividere il territorio della pianura costiera, del fondo valle (fiume Magra) e della prima fascia collinare attraverso la pratica della Centuriatio (Centuriazione), che prevedeva la creazione di moduli ortogonali quadrati, i cui lati misuravano circa 710 m. Nella Pianura Versiliese Settentrionale, soprattutto in quella Quercetana, tali grossi quadrati sono sopravvissuti sino ad oggi attraverso strette strade costeggiate da migliaia di olivi secolari e millenari. Il libro ripropone una viaggio attraverso questo mondo millenario unico nel suo genere e ormai compromesso dalla recente urbanizzazione.
L'olivo quercetano (estratto da "La terra delle strade antiche").
Mauro Baroni Editore (collana Documentaria n. 6), 64 pagine, Viareggio marzo 1995. Pubblicato con la collaborazione di A.A.A.V. (Associazione Agricoltura e Ambiente della Versilia). Presentazione di Pier Luigi Giannetti, con scheda tecnica della varieta' di olivo denominata "Quercetano" redatta a cura del C.N.R.. Estrapolazione del quarto capitolo de "La terra delle strade antiche", dedicato al collegamento stretto tra la centuriazione e la presenza di file di olivi plurisecolari e millenari lungo i tracciati di origine romana. L'olivo quercetano e' una varieta' endemica di olivo della Toscana settentrionale, che trova la sua area di maggiore diffusione nella Piana Quercetana (comuni di Seravezza, Pietrasanta e Forte dei Marmi). Si caratterizza per la maturazione tardiva (dicembre-febbraio), la drupa piccola e il fatto di possedere una sostanza repellente per l'aggressione della mosca olearia. E' una delle pochissime varieta' di olivo, insieme alla cosiddetta "ogliarola" pugliese, a sviluppare il suo areale in pianura, dove generalmente proprio l'aggressione della mosca non consente agli altri "cultivar" di potersi sviluppare senza mettere a rischio i raccolti. Lungo le strade della Piana, di origine romana e forse addirittura etrusca, si trovano ancora oggi diverse migliaia di esemplari antichissimi.
La capanna apuana e friniate.
Mauro Baroni Editore (collana Documentaria), 64 pagine, Viareggio maggio 1996. Il libro e' corredato da 78 illustrazioni e 43 nota bibliografiche, con una bibliografia finale comprensiva di 103 testi. La pubblicazione raccoglie una dettagliata ricerca sull'area di diffusione di questa particolare tipologia architettonica, caratterizzata da una forte pendenza del tetto e da una copertura in origine vegetale. La capanna apuana non si trova ovunque, ma segue una diffusione a pelle di leopardo. Lo studio di tale struttura del mondo agro-silvo-pastorale, che nella lingua ligure veniva definita barca/barga, consente di penetrare in quel bacino culturale di sopravvivenza indigena che riguarda la valle del Serchio (soprattutto la Garfagnana), del Magra (alta Lunigiana), del Vara e, in modo alterno, della catena e del litorale apuano.
Marginette e maesta' nella Versilia Settentrionale. Le immagini sacre nella Piana della Centuriazione romana.
Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali, Pisa-Roma, 300 pagine, stampato nel 1996 nelle officine di Pisa e di Agnano pisano della Giardini Editori e Stampatori in Pisa. Contributo introduttivo di Andrea Tenerini ("La Vergine di marmo: Immagini della pieta' popolare in Versilia tra il XVII e il XX secolo"). Il libro e' corredato da 304 illustrazioni, con una bibliografia finale di 211 testi. Estrapolazione e sviluppo dell'ampia ricerca di catalogazione contenuta nel quinto capitolo de "La terra delle strade antiche", dove vengono prese in esame le relazioni tra la centuriazione e le immagini sacre, quale retaggio culturale diretto dei lari compitali di epoca precristiana, Poste talvolta sugli incroci tra quelli che erano in orogine cardini e decumani, le edicole sacre caratterizzano con la loro semplicita', un paesaggio ormai in continua evoluzione, pur mantenendo nell'immaginario popolare una forte valenza apotropaica.
I racconti della natura.
Maria Pacini Fazzi Editore (collana Contemporanea, quaderni di prosa e poesia, a cura di Stefano Mecenate), 228 pagine. Pisa gennaio 1999. Prefazione di Marcello Venturi. Illustrazioni di Giusy Marcuccetti. Si tratta di quindici racconti il cui filo conduttore e' uno stretto rapporto con la natura. I primi si caratterizzano per un'impronta anche biografica, mentre mano a mano che il lettore si inoltra nelle varie vicende emergono anche ritratti di personaggi e situazioni storiche reali. Alla fine la natura non ne esce come in un quadro idilliaco, ma piuttosto quale unico elemento di salvezza di un'umanita' che talvolta si dimentica di farne parte.
Il miccio Canterino.
Albo d'oro ufficiale. Centro Documentazione Palio dei Micci, a cura della Pro-Loco di Querceta, 112 pagine, Pietrasanta marzo 1999. Contributo di approfondimento del critico d'arte Lodovico Gierut (Le "Lire d'Oro"). Il Festival delle contrade di Querceta, altresi' noto come "Miccio Canterino", e' una delle manifestazioni canore piu' antiche e importanti d'Italia, anche se non e' mai uscita, per il carattere stesso della manifestazione, da un ambito locale. Ideato nel 1957, ha visto assecondarsi sul suo palcoscenico cantanti di grande spessore, moltin dei quali vincitori di San Remo. Alla contrada vincitrice viene assegnbato un piccolo gonfalone (pallium) dipinto e appeso ad il sostegno di una Lira bandistica (Lira d'Oro). Il libro racconta la genesi della manifestazione, riporta l'albo d'oro e tutte le foto delle "lire" dipinte fino al 1999.
San Giovanni Battista in Campanice.
Storia di un alpeggio. Diario di una ristrutturazione. Scritto con Roberto Bazzichi. Petrartedizioni, 160 pagine, Pisa giugno 1999. Quella di San Giovanni Battista e' una piccola chiesetta d'alpeggio, nell'Alpe di Campanice (Terrinca, Stazzema), posta a mille metri di quota sotto le pendici dei monti Freddone e Corchia (Alpi Apuane). Edificata nei primi anni del Settecento da un comitato di terrinchesi, e' stata recentemente ristrutturata, sempre ad opera di un comitato paesano. Nel libro si racconta la storia dell'alpeggio e di quei volenterosi che, con sacrificio, hanno lavorato al suo restauro.
La valle di marmo.
Scritto con Sauro Mattei, Mario Lorenzoni, Lodovico Gierut. Petrartedizioni, 192 pagine, Pisa agosto 1999. E' il primo libro che raccoglie in modo organico la storia del paese di Arni (Stazzema), altrimenti sparsa su innumerevoli pubblicazioni. La storia millenaria di questo splendido e selvaggio angolo di Apuane e' legata al marmo, alla pastorizia, alla produzione del carbone, all'estrazione dei metalli che numerosi si trovano nel suo sottosuolo. Motivo di ispirazione di grandi scrittori (Sirio Giannini, "La valle bianca"), e' stata spesso meta di artisti, che cercavano nelle sue pittoresche "penne" di roccia paesaggi da immortalare. La figura del cavatore, in queste tele, assume un carattere assoluto. Una storia sofferta, all'insegna della fatica, dove il pane mai e' stato cosi' guadagnato, ma anche costellata di successi e soddisfazioni che dovrebbero insegnarci a non sottovalutare le potenzialita' della montagna.
Saltus Marcius.
La sconfitta di Roma contro la Nazione Ligure-Apuana. Petrartedizioni, 216 pagine, Lucca maggio 2002. In copertina "Saltus Marcius (L'imboscata"), di Riccardo Bremer. Presentazione dell'onorevole Carlo Carli. Il libro e' corredato con 398 note bibliografiche e una bibliografia finale di 358 testi. Una seconda edizione, illustrata con 18 disegni di Riccardo Bremer, e' stata pubblicata sempre a cura di Petrartedizioni, 312 pagine, Massarosa dicembre 2008. Nella tarda estate del 186 a.C. i Liguri Apuani attirano in un'imboscata l'armata del console romano Quinto Marcio Filippo e la fanno a pezzi. Il luogo sara' ribattezzato "Saltus Marcius", per ricordare nel tempo l'onta da lui subita. L'autore, sulla base di un'accurata ricerca storico-archeologica durata quasi vent'anni, ricostruisce le fasi della piu' drammatica sconfitta patita dalle legioni romane sulle montagne della Liguria antica. Accompagnano l'opera letteraria gli splendidi disegni del maestro Riccardo Bremer, che impreziosiscono la seconda edizione.
La lingua dimenticata.
Alla scoperta delle parole degli antichi Liguri attraverso i nomi dei luoghi. Luna Editore, Societa' Editrice Ligure Apuana, 512 pagine, La Spezia dicembre 2008. In copertina "La lingua dimenticata", acrilico di Giusy Marcuccetti. Retrocopertina: il monte Forato (Alpi Apuane), foto Fabio Marrai, Circolo Fotografico Monte Altissimo. Introduzione di Tiziano Mannoni. Capitolo introduttivo di Paolo De Nevi ("Elementi introduttivi: Toponimi etnici Liguri-Lunigianesi"). Tavole illustrate a cura di Michele Armanini. Il libro e' corredato con 1.107 note bibliografiche e una bibliografia finale di 421 testi. La cultura delle popolazioni liguri dell'Appennino tosco-emiliano non e' andata completamente perduta. Apuani, Friniati, Mugelli, hanno scritto il loro libro piu' bello sulla terra viva, sul territorio, attraverso migliaia di nomi di localita' e micro toponimi passati inosservati agli occhi dei piu', ma che celavano i fonemi piu' significativi di quel linguaggio arcaico. Attendevano che qualcuno li scoprisse...
La fondazione di Luca e Luna.
Analisi dei rapporti tra coloni (romani e latini) ed indigeni, alla luce delle dinamiche storiche e desunte dalle fonti. (Tesi di laurea discussa presso l'Universita' degli studi di Pisa, Facolta' di Lettere e Filosofia, Corso di Storia, nell'anno accademico 2008-2009. In copertina acquarello di Giusy Marcuccetti. Prefazioni di Silvano Zaccone (Presidente del Consorzio "Il Cigno") ("Alla riscoperta delle radici"), Sandra Gozzoli (Docente di Storia Romana all'Universita' degli studi di Pisa), Michele Armanini (curatore anche delle tavole illustrative). Pubblicato a cura del consorzio "Il Cigno", collana "Identita' e territorio", 126 pagine, La Spezia settembre 2012. Il libro e' corredato da 316 note bibliografiche e una bibliografia finale di 182 testi. Luca (Lucca) e Luna (Luni) vennero fondate nel 180 e 177 a.C., in seguito alla deportazione nel Sannio di 47.000 Liguri Apuani. Tale sequenza di eventi, succedutisi nell'arco di appena tre anni, ha marcato in modo sostanziale la storia successiva di questa area territoriale, ridefinendo in maniera inedita i rapporti tra la popolazione autoctona scampata alla deportazione e i nuovi venuti, inizialmente di provenienza soprattutto campano-laziale, in seguito anche dall'Italia Padana con le riassegnazioni di epoca augustea. Il lavoro pone l'accento proprio sui rapporti, spesso difficili, tra queste due diverse componenti della popolazione.
Deportazione.
Il popolo delle Statue Stele. La storia, l'oblio... Editoriale Giorgio Mondadori, 304 pagine, Cesano Boscone (Mi) novembre 2014. In copertina "Femmina"/"Maschio", di Girolamo Ciulla (foto Libero Musetti). Prefazioni di Umberto Guidugli (Il valore della Memoria), Silvano Zaccone (Sconfitti con onore), Lodovico Gierut (Una deportazione nel tempo). Il libro e' corredato da 478 note bibliografiche e una bibliografia finale di 556 testi. Nel 180 a.C. il Senato Romano pianifico' un'operazione militare senza precedenti: trasferire con la forza un intero popolo da una parte all'altra dell'Italia antica. Ben 47.000 uomini, donne, vecchi, bambini, con il loro vissuto e poche cose, vennero trascinati per oltre 400 miglia, lungo l'Appennino o sopra navi di cabotaggio ridotto, sino nel Sannio. Arroccati sulle montagne a nord dell'Arno, quelle "Alpi" che ancora portano il loro nome, i Liguri Apuani si erano opposti strenuamente alla penetrazione romana. Gente tenace gli Apuani: attiravano gli eserciti invesori lungo gole montuose seguendo una particolare strategia che potremmo definire "del lupo" e, una volta in trappola, li massacravano senza pieta' a colpi di pennato, una lunga roncola che utilizzavano nel corpo a corpo per straziare gli avversari seminando il terrore. Una cultura che riponeva ogni speranza nel ferro delle armi, ma che celava un'anima di pietra. Sulle montagne, nelle radure sacre, le Statue Stele, mute sentinelle di arenaria, vegliavano da migliaia di anni sulla sorte di quel popolo...
Leon d'Oro.
Sessant'anni di ardore. Edito a cura della Contrada Leon d'Oro (Palio dei Micci di Querceta), 256 pagine, Pietrasanta febbraio 2017. Presentazioni di Riccardo Tarabella (Sindaco di Seravezza) (Musica nell'anima), Luca Garfagnini (Presidente della Pro Loco di Querceta) (Il Palio non ha confini), Giuseppe Menchini (Presidente contrada Leon d'Oro) (La contrada: una grande famiglia). Il libro e' corredato da 31 note bibliografiche e 561 tra foto e illustrazioni. Le otto contrade della Piana Quercetana, racchiuse nel comune di Seravezza (Lu) e, in parte nei comuni di Pietrasanta (Lu) e Forte dei Marmi (Lu), rappresentano una fonte quasi inesauribile di informazioni in quella branca che in ambito accademico viene definita "Antropologia culturale". Uno scrigno da cui, fino ad oggi, hanno attinto in pochi. Questo libro ricostruisce, con un attento uso delle fonti di archivio, la vita di una di queste otto contrade, il Leon d'Oro, con tutto il suo bagaglio di attivita', emozioni e vita associativa.
Il popolo delle montagne splendenti.
La guerra - L'iniziazione. Romanzo storico. Sono i primi due di sei libri che compongono "Il popolo delle montagne splendenti", a sua volta primo volume della trilogia "E come casa un cielo di stelle" (seguiranno "L'apuano" e "La sciamana"). CTL Editore, 220 pagine, Livorno novembre 2018. Nell'estate del 568 dalla fondazione di Roma (186 a.C.) i destini di tre ragazzi, il pastore apuo Kara, l'apuo-tirrena Nisjdea e il decurione Lucio Quinto Levilio, convergono inaspettatamente. Da sfondo la celebre imboscata del "Saltus Marcius" (l'ecatombe dove viene annientata l'armata del console Quinto Marcio Filippo) e la lunga guerra di resistenza che da oltre cinquant'anni il fiero popolo dei Liguri Apuani sta opponendo alla penetrazione delle legioni romane. Una vicenda estremamente avvincente, che si articola tra l'Urbe e la regione apuana (Appennino Tosco-Ligure-Emiliano, con gli splendidi scenari delle Alpi Apuane). Una storia di Roma e dell'Italia Antica che non vi immaginereste mai.